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Francesco Lagori S.a.s - via Gerolamo Morone 3 (M3 Montenapoleone) - 20121 Milano - tel. 0039 028692876 - info@francescolagori.it

6 cose che non sai sulle pellicce

January 25, 2018

 

1. Come ogni cosa, col tempo anche le pellicce si sporcano. Allora che fare? Se dovete fare una pulizia approfondita dovete portarla da chi pulisce le pellicce (anche noi forniamo questo servizio, per info in proposito cliccate qui). Se invece dovete fare una pulizia leggera, potete pettinare la vostra pelliccia con spazzole apposite e pulire il pelo con spray e salviette specifiche. 

 

2. Le pellicce eco, che probabilmente vi capita spesso di vedere in giro, sono realizzate con un fibra inventata in Giappone nel 1957, il kanecaron, un derivato dal petrolio. Quindi, a dispetto del nome, le pellicce eco non sono poi così ecologiche.

 

3. Le pellicce di lapin (o coniglio) hanno dei prezzi abbordabili e il loro cuoio è molto resistente, quindi durano nel tempo se trattate con cura e amore. E non dimenticate di provare quelle in rex, un coniglio dal pelo più lungo. L'origine di questa razza è legata a una mutazione fortuita ottenuta a Parigi tra il 1820 e il 1825. Il successo incontrato da questa razza è dovuto alla sua pelliccia simile al velluto, corta e folta.

 

4. Bisogna trattare bene tutte le pellicce: d’estate devono essere messe nei frigoriferi, in modo tale che non prendano caldo e che gli insetti non le danneggino irrimediabilmente.

 

5. Se non avete un grande budget da investire in una nuova pelliccia, è possibile far valutare da un pellicciaio la vostra vecchia pelliccia e acquistarne di nuove oppure potete rimettere a modello la pelliccia che avete in casa, magari ereditata dalla nonna.

 

6. Emancipata dalla sua funzione di mero riparo, la pelliccia rappresenta fin dai tempi lontani il potere e lo status. Da Carlo Magno in poi, ermellino, vaio e volpe sono usati come bordatura o fodera per mantelli aristocratici e corone regali, a differenza delle pelli comuni utilizzate dal popolo. La confezione della pelliccia si limita a colli, bordure e palatine che ornano l’abito senza dettare moda fino alla seconda metà dell’Ottocento. Il parigino Révillon dà vita alla pellicceria moderna: confeziona le pelli come il tessuto seguendo cartamodelli copiati dai grandi sarti della Haute Couture.

 

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