Quanto sono ecosostenibili le pellicce?

November 14, 2017

 

Ultimamente l'attenzione alla sostenibilità sta coinvolgendo tutto il mondo della moda e non solo. Diventa sempre più importante fare scelte che rispettino l'ambiente e si combinino al design e allo stile che per anni ha contribuito a forgiare i grandi brand del fashion. Anche noi di Lagori abbiamo a cuore che i nostri capi abbiano il minore impatto ambientale possibile.

 

Negli ultimi decenni chi si occupa di pellicce ha preso in seria considerazione le sue responsabilità, per questo cura attentamente la nutrizione e la salute degli animali e fa di tutto per evitare di arrecar loro inutili sofferenze. Per obbligo di legge, ogni allevamento deve rispettare certi standard qualitativi per essere certificato e poter quindi vendere i propri prodotti.

Spesso gli attivisti affermano che non sia etico uccidere gli animali, dato che "non c'è alcun bisogno di un nuovo cappotto in pelliccia". Frequentemente le pellicce sono viste come "lussi non necessari" e che uccidere animali al solo scopo di creare pellicce è "frivolo e non etico", ma hanno davvero ragione?

Gli esseri umani hanno bisogno di indumenti per sopravvivere e in molte regioni del mondo gli abiti pesanti sono essenziali. Ovviamente esistono altri materiali per prevenire il freddo, ma molti di essi derivano a loro volta da animali: lana, cuoio, piume. Frattanto molte delle fibre sintetiche (incluse le pellicce finte) derivano dal petrolio, una risorsa non rinnovabile e altamente inquinante, la cui estrazione e trasformazione mette seriamente a rischio l'ambiente.

 

Le trappole, la caccia e gli allevamenti di animali, va ricordato, forniscono un'importante fonte di sostentamento per chi vive nelle zone rurali e remote, dove spesso è difficile trovare alternative di lavoro. Per loro, quindi, le pellicce non sono affatto "frivole" ma sono il solo mezzo di sopravvivenza di cui dispongono.

In altre zone ancora, invece, è necessaria una selezione annuale dei capi di bestiame per mantenere stabile e in salute il branco, per preservare il loro habitat e per proteggere le specie in pericolo di estinzione (abbattendo i predatori che attaccano i nidi di uccello o mettono a repentaglio le uova delle tartarughe). Dunque, se questi capi devono essere abbattuti in ogni caso, non è meglio che vengano utilizzati per fare pellicce piuttosto che gettati via?

Da ultimo, ma non meno importante, gli abiti in pelliccia durano "una vita". Con gli anni possono diventare "vintage" o preziosi cimeli di famiglia da tramandare di generazione in generazione, oppure possono essere rimessi a modello secondo gli ultimi dettami della moda. Ciò che conta, però, è che il tempo non influisce in alcun modo sullo splendore e la lucentezza delle pellicce più datate, ma anzi, proprio come con i vini buoni, dona loro un fascino misterioso che le impreziosisce.

 

In  molte parti del mondo è tradizione mangiare carne, perciò è considerato etico e moralmente accettabile utilizzare il cuoio per creare accessori, abiti e molto altro ancora. Si è soliti pensare, invece, che nella pellicceria si uccidano gli animali prettamente per il loro pellame e che si getti via il resto. In realtà castori, topi muschiati e altre specie ancora sono elementi fondamentali per la dieta dei popoli indigeni che tuttora vivono in Canada e in altre zone del nord, dove il bestiame non può essere allevato facilmente. Gli animali non consumati dagli esseri umani sfamano gatti, uccelli e altri predatori locali. Insomma, niente viene buttato via.

Negli ultimi anni, nell'ottica della sostenibilità e dell'evitare a ogni costo gli sprechi, negli allevamenti di volpi e visoni si sono cominciati a utilizzare gli scarti della produzione alimentare destinata agli esseri umani: pollo, maiale, pesce e altri animali che altrimenti finirebbero in discarica.

Oltre alle pellicce, i visoni vengono utilizzati per produrre olio per i cosmetici e per la conservazione del cuoio, fertilizzanti biologici e biocarburante. Ad Aarhus, la seconda città più popolosa della Danimarca, nonché la più grande allevatrice di visoni al mondo, il biocarburante viene utilizzato per alimentare gli autobus cittadini.

 

Quindi, come avete potuto scoprire, la produzione di pellicce è sempre più attenta alle esigenze dell'ambiente e fa di tutto perché non ci siano sprechi. Naturalmente, ciò non significa che tutti debbano indossare pellicce. Ciascuno è libero di scegliere cosa indossare e quali principi morali seguire. L'importante, come in tutte le cose, è informarsi e scoprire le mille sfaccettature del mondo che ci sta intorno.

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